Sportello Interculturale attivato

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E' attivo lo sportello interculturale. Chi ne ha interesse può presentarsi alla sede di Abbadorzu Onlus in via 25 luglio, 14 oppure scrivere alla mail : ittiri.intercultura@tiscali.it

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Friday 16 december 2011 5 16 /12 /Dic /2011 11:47


Cronaca di una fantastica giornata. Se accetti la sfida, la vita cambia e si mette in azione, subito. Ad Alghero una ragazza racconta: “Mi era stato proposto nei giorni scorsi di partecipare come volontaria ma avevo fatto di finta di non sentire. Oggi sono venuta al supermercato per far la spesa e vedendovi mi sono detta: “Ma qui sono tutti allegri e contenti, mi fermo e faccio anch’io il mio turno di volontariato”. In molti hanno scelto di andare al discount, perché i prodotti costano meno e questo ha permesso loro di donare gli alimenti. Altre persone si sono addirittura presentate con il sacchetto di un altro supermercato, perché avevano fatto la spesa qualche giorno prima in quanto non volevano fare la coda alle casse, tipica del sabato, ma hanno voluto comunque partecipare. Oppure il messaggio arrivato da Peppa che riporta quanto le ha detto un suo concittadino: “Oggi la faccio la Colletta, non so se l’anno prossimo potrò ancora. Ma voi non mollate perché mi date speranza”. Si può vivere un periodo di crisi, essere tutt’altro che tranquilli o addirittura ignorarla ma comunque chi non si tira indietro da quello che la realtà offre nell’istante, in quel momento, a quell’ora, in un determinato luogo, scopre l’imprevisto: l’incontro fisico con un popolo genera un cambiamento e speranza, non come propria capacità ma come dono, come un patrimonio donato su cui contare sempre, in particolare quando sembra che le proprie risorse siano finite. Accettare questa sfida cambia perché la libertà di ciascuno è esaltata, come ha detto un ragazzino di Porto Torres : ”È un dovere aiutare gli altri, ma non sei obbligato”. Allora anche un gesto cosi ben organizzato a cui potresti solo dare un supporto, diventa tuo e chi incontri lo riconosce. Sempre ad Alghero un “vu cumpra” chiede ai volontari di poter dare una mano. Alla fine della giornata il Capo Equipe, responsabile per il Banco Alimentare dei volontari in quel punto vendita, valuta di fare cosa gradita offrendo 10 euro di mancia al nostro extracomunitario ma lui si arrabbia e gli risponde: “non l’ho fatto per soldi ma con il cuore”. Che la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare sia un popolo non bisogna neppure spiegarlo, è diventata un'evidenza: italiani, africani, ecc. mobilitati, mossi, protagonisti della Carità. Ma un popolo non è solo etnia è anche alimentato dalla storia di ciascuno. Un grazie particolare va ai nostri volontari Dario Antoni, Andrea Simula, Salvatore Meloni, Cinzia Mura, Stefania […]
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Sunday 27 november 2011 7 27 /11 /Nov /2011 22:02


Crediamo siano maturi i tempi affinchè il Volontariato ittirese, allontanando i toni polemici dal pacato confronto che necessariamente dovrà essere instaurato, rafforzato e supportato dalla compartecipazione attiva di tutto l’ associazionismo sociale, possa dare concretezza a quell’ ormai necessario ed essenziale coordinamento di tutti gli organismi al fine di instaurare il giusto confronto con la politica. Discutere con chi oggi detiene le redini della città, della sua economia e del settore sociale, non da una posizione di subalternità istituzionale o altro ma da un livello paritario, da cittadini ad amministratori, di quali siano le esigenze, le necessità e le urgenze del volontariato sociale e di quelle organizzazioni che della cultura del dono ne hanno fatto il loro obiettivo principale. La parola d’ordine, secondo il nostro punto di vista, dovrà essere dunque: convergere per rimuovere le cause di marginalità sociale. E’ necessario quindi tornare a parlare di gratuità anche in tempo di crisi, ma soprattutto ad incontrarsi, dopo circa un decennio di attività, con tutte quelle associazioni presenti non solo ad Ittiri ma nel territorio ad esso afferente. Si dovrà discutere ampiamente sulla materia, purtroppo attualissima, che riguarda l’ azione volontaria e la gratuità. Si dovrà dibattere sul tema non meno attuale che riguarda le risorse, le prospettive ed i limiti. Per nulla incoraggianti sono i dati che vedono molte associazioni ancora senza una sede, né posseggono un computer. Una percentuale consistente mantiene una sede con mezzi propri e grandi sacrifici; un’ altra parte ha ottenuto dal Comune un locale in comodato d’uso; altre frequentano i locali delle due attivissime parrocchie. Riteniamo che i volontari, cittadini tra i cittadini, debbano aiutarsi a convergere su un obiettivo comune per realizzare non solo nuovi pensieri ma soprattutto opere concrete capaci di dare speranza a chi, seppur in via momentanea, si trova in grave difficoltà. Occorre attuare una proposta di impegno sociale, certamente tutti insieme ed ognuno con la propria autonomia di intervento, in cui la cultura del bene comune deve diventare la piattaforma da cui partire. Il volontariato ittirese è dotato di grandi capacità di relazione ed organizzative e c’è una rete matura, da reindirizzare, che realizza iniziative incontrando quotidianamente persone, tenendo uniti i fragili, i senza voce. Il nostro compito è anche quello di ascoltare. Ascoltare significa anche comprendere […]
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Saturday 26 november 2011 6 26 /11 /Nov /2011 14:23


Comunicato Stampa << La politica stia lontana dal Volontariato e dal libero associazionismo >> è questa la parola d’ ordine della Associazione Abbadorzu Onlus, che ha diramato un proprio documento. << Siamo indignati ed offesi dal comportamento singolare del Sindaco Orani che, in dispregio delle elementari regole della buona educazione istituzionale e del rispetto della dignità sia personale che associativa dei nostri volontari, si permette di invadere pesantemente un settore, quello del volontariato, che della propria autonomia decisionale ne ha fatto un pregio ed un valore. Mentre da parte nostra si cerca di creare un disegno progettuale collettivo, individuando un obiettivo ben preciso da raggiungere, attraverso le azioni e le buone pratiche quotidiane assistiamo, ad opera del Sindaco, ad una cattiva ed inopportuna politica di intromissione e di opposizione nonchè la volontà di favorire la frammentazione e le divisioni in un settore nevralgico ed in continua espansione quale quello del volontariato. Quello che non viene fatto emergere con forza – continua il documento di Abbadorzu Onlus - è che i cambiamenti nella società ittirese in questi anni, hanno trasformato anche il nostro modo di essere volontari. E proprio per non rischiare la frammentazione di questo mondo dobbiamo scegliere in fretta la strada migliore da percorrere che è quella di sradiacare dalle nostre organizzazioni il controllo asfissiante che la politica locale, già da troppo tempo e il più delle volte per interposta persona, tenta di imporre. Crediamo che ognuno deve fare la propria parte per le competenze che gli spettano. La politica deve amministrare al meglio la comunità, cosa di cui noi da sempre dubitiamo, e deve smetterla di fare distinzioni tra i belli ed i brutti. Non solo nel settore del volontariato ma in tutte le espressioni libere nel campo artistico e culturale. E’ tempo che l’ associazionismo si liberi da tutti i lacci, alcune volte troppo stretti, che lo tengono avvinghiato pericolosamente alla politica. Il volontariato sociale e culturale dovrà essere un 'contenitore' capace di fare sintesi di tutta la progettualità futura di cui si sente il grande bisogno, favorendo quelle ricadute positive in termini occupazionali per il volontariato e in generale per tutto il terzo settore. Crediamo fortemente che sia tempo di tracciare le "Linee guida per la semplificazione amministrativa e la valorizzazione delle associazioni e tutti gli attori del Terzo […]
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Friday 18 november 2011 5 18 /11 /Nov /2011 21:34


La segreteria dell' Associazione Abbadorzu Onlus, riunitosi nella serata odierna 18 novembre 2011, dando seguito alla ampia ed articolata discussione posta all' ordine del giorno che verteva sulla invasione della politica nel terreno che è proprio del volontariato, ha diramato un proprio documento del quale diamo ampia e completa notizia. << Crediamo sia utile oggi, proprio in prossimità della chiusura dell’ anno e della conclusione , positiva e appassionante, della attivazione dei Sa.Sol.Point in tutti i centri più importanti della nostra Isola – afferma il documento - fare una riflessione di carattere organizzativo ma anche sotto il profilo dei rapporti di correttezza che devono essere improntati e rispettati tra tutti noi, operatori del volontariato puro e disinteressato, e con la generosa dirigenza del CSV Sardegna Solidale. Una riflessione che deve farci comprendere quanto sia presente oggi il pericolo, e lo si è visto in diverse occasioni, che la politica, quella più scadente ed opaca, quella che opera nei meandri oscuri della deleggittimazione, possa inficiare ed inquinare con la sua presenza invadente, impositiva e decisionale, molte volte per interposta persona attraverso associazioni “amiche”, l’ attività del volontariato Sardo in tutte le sue realtà locali. Questo può offrire un segnale negativo in quanti osservano la nostra azione e fanno “passare”, nell’ immaginario collettivo, un messaggio che non è più tollerabile accettare o subire e che fa apparire le organizzazioni di volontariato “al completo servizio” della politica. Ecco allora – continua il documento - l’ esigenza nello smarcarsi da certe pratiche proprio per evitare di farci utilizzare come una «vetrina» che consentirebbe a personaggi, apparentemente innocui e che invece hanno pensieri ed azioni ai limiti della scaltrezza, di fare un certo tipo di politica che non ha certamente il sapore del volontariato. Almeno quel sapore che noi vorremmo avessero invece tutte le manifestazioni orientate al bene comune e nell’ interesse del mondo, variegato e a volte originale, del volontariato. Noi – prosegue la nota - come dono naturale, siamo delle persone sempre disponibili a tendere la mano verso chi ha bisogno, dobbiamo essere, così come lo siamo, tolleranti e pazienti ma dobbiamo anche essere decisi e determinati a tenere lontano dalle nostre organizzazioni la politica nel suo complesso che cerca, specialmente nelle piccole o medie realtà cittadine, di mettere le mani sul […]
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Wednesday 9 november 2011 3 09 /11 /Nov /2011 16:59


Costruire una vera e propria rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi e trasformare lo spreco in risorsa”, sono questi i principali obiettivi di Alimentis, il progetto che è stato presentato questa mattina 9.30 nella sala Angioy del palazzo della Provincia. Promosso dall’Agenzia regionale per il lavoro in collaborazione con Last Minute Market, Università di Bologna e Caritas San Saturnino Fondazione Onlus, il progetto prosegue a livello regionale l’esperimento “Last minute market - il mercato dell’ultimo minuto” in atto nell’area vasta di Cagliari. «Il progetto si fonda sulla donazione diretta da parte degli esercizi commerciali di beni alimentari rimasti invenduti per le ragioni più varie, ma ancora perfettamente salubri, alle associazioni di assistenza che amministrano mense per indigenti e a quelle che gestiscono l’assistenza agli animali d’affezione», spiega l’assessore provinciale delle Politiche sociali, Bruno Farina, al cui settore di competenza la Provincia di Sassari ha affidato, accogliendo l’invito dell’agenzia regionale a partecipare all’esperimento, il compito di coordinamento e di coinvolgimento di tutti i soggetti solidali che già operano nella raccolta e distribuzione di beni alimentari o che erogano pasti caldi. «L’iniziativa consente di migliorare la qualità dell’assistenza agli indigenti – prosegue Farina – ma più in generale, della realizzazione del progetto si avvantaggia l’intera comunità, che trae benefici di tipo sociale e ambientale dalla diminuzione del flusso dei rifiuti in discarica». Alla base di Alimentis esiste un rapporto fiduciario che riproduce quello del negoziante e del cliente: gli incaricati del ritiro da parte delle associazioni caritative “fanno la spesa” presso i donatori aderenti e utilizzano immediatamente gli alimentari invenduti per i propri scopi benefici. La differenza con gli altri modelli già in uso è il concetto di spesa dell’ultimo minuto, che non prevede quindi stoccaggio e giacenza di prodotti e ne riduce al massimo i successivi sprechi e costi. Il modello è sostenuto normativamente dalla legge 155 del 25 giugno 2003, la cosiddetta “legge del buon samaritano”, e promuove un’azione che si può definire di sviluppo locale auto-sostenibile, con ricadute positive a livello ambientale, economico e sociale. Le istituzioni pubbliche e le società di smaltimento rifiuti, così come i produttori e i consumatori entrano a far parte di un circolo “virtuoso” basato sulla filosofia dello “spreco […]
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Tuesday 8 november 2011 2 08 /11 /Nov /2011 15:35


06 novembre 2011 Erano oltre 500 i delegati delle associazioni di volontariato sarde presenti alla Conferenza Regionale del Volontariato. Svolta a Tramatza, in locali che si sono rivelati angusti per il gran numero dei presenti, la Conferenza, convocata dal Presidente della giunta regionale, ha segnato molti punti a favore dei volontari nel rapporto con la Regione. Ha presieduto i lavori il dott. Franco Manca, delegato dal Presidente della Regione a presiedere l'Osservatorio regionale del volontariato. Dopo il saluto dell'arcivescovo e del Viceprefetto di Oristano è intervenuyo Bruno Loviselli, presidente del Coge sardegna, che ha illustrato il ruolo dell'organismo e l'entità degli importi erogati dalle fondazioni bancarie in attuazione dell'art. 15 della legge 266/91. L'intervento di Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, ha sottolineato tre importanati progetti in corso d'opera: il progetto di formazione Formidale, il progetto di rete telematica tra le associazioni sarde Sa.Sol. Desk e l'iniziativa Le Piazze della solidarietà per celebrare l'anno europeo del volontariato in Sardegna. Farru ha quindi rappresentato al Presidente della regione, Ugo Cappellacci, 4 criticità che aspettano adeguata soluzione: 1 - il problema del rimborso delle assicurazioni obbligatorie dei volontari; 2 - la convenzione per il servizio di emergenza-urgenza 118; 3 - le problematiche inerenti la Protezione civile 4 - l'attuazione del servizio civile regionale. Nel suo intervento il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dopo aver ribadito l'importanza del ruolo del volontariato per la nostra terra, ha voluto rispondere alle criticità evidenziate. In particolare ha comunicato che la Giunta regionale ha stanziato 4 milioni di euro per l'attuazione del servizio civile regionale, interamente dedicato alle organizzazioni di volontariato e che la giunta regionale valuterà attentamente le proposte avanzate circa la protezione civile e la sua eventuale ubicazione presso la Presidenza della Giunta. Padre Salvatore Morittu ha sviluppato magistralmente il tema "Il volontariato in Sardegna: e se ripartissimo dal cuore?" mentre Vittorio Pelligra, dell'Università di cagliari, ha declinato il valore del volontariato a partire dalla fiducia che i cittadini ripongono nel volontariato. Gli interventi di sabina Polidori, del Ministero Welfare, e di Don Lorenzo Piras, della Caritas della Sardegna, hanno concluso i lavori dell'Assemblea lasciando il passo ai lavori dei […]
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Sunday 6 november 2011 7 06 /11 /Nov /2011 13:28

La costruzione dei PLUS in tempo di crisi di Remo Siza 3/11/2011 La Giunta regionale della Sardegna ha approvato nelle scorse settimane le Linee guida per la programmazione e gestione dei PLUS, triennio 2012-2014. Le prime Linee guida si riferivano al triennio 2007-2009. Per tre anni si sono succedute varie versioni, accolte molto negativamente da istituzioni e forze sociali, nessuna delle quali ha concluso il suo iter di approvazione, lasciando pertanto i soggetti interessati senza alcuna indicazione programmatica. Grazie all’impegno e al senso di responsabilità di tanti amministratori e di tanti operatori sociali i PLUS hanno continuato ad operare in questi tre anni. Le attuali Linee guida presentano ancora molte incertezze, molte imprecisioni, molte inadempienze, aspetti non definiti con la dovuta chiarezza. Per molti aspetti riprendono le indicazioni delle Linee guida predisposte nel corso del 2008 e definitivamente consegnate all’Assessore regionale alla sanità, dopo una lunga consultazione, nel giugno 2009 (Linee guida PLUS – Bozza 11 giugno 2009). Una continuità che in parte è positiva perché riprende riflessioni e proposte ampiamente condivise. Dall’altra manifesta una consapevolezza non compiuta delle dinamiche emergenti. La continuità è giustificata in costanza di risorse e di bisogni delle persone. Quando sono previsti cambiamenti di vasta portata – che riguardano la drastica riduzione delle risorse, nuove configurazioni di welfare, i diritti e le responsabilità dei beneficiari – tutto inevitabilmente cambia, gli obiettivi devono essere commisurati alle nuove caratteristiche del contesto, devono essere attivate azioni di razionalizzazione di vasta portata, accelerati gli impegni associativi anche in relazione a recenti disposizioni di legge. Si ricorda che a livello nazionale la spesa sociale del 2008, ultimo dato disponibile, è stata gestita per il 24,7% da enti associativi (consorzi, unione dei comuni, ambiti sociali, aziende sanitarie locali per delega da parte dei comuni). In Sardegna la situazione è molto differente: solo il 4,5% della spesa per interventi sociali è gestito in forma associata. Il restante 95,5% è gestito dai comuni singoli, peggio di noi fanno solo la Sicilia e la Calabria con, rispettivamente, il 99,9% e il 97,1% delle risorse gestite dai comuni singoli e contro una media nazionale, appunto, del 75,3%. In pochi anni siamo passati da una fase espansiva delle politiche sociali ad una fase evolutiva caratterizzata da […]
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Wednesday 1 june 2011 3 01 /06 /Giu /2011 15:23


L' Assessore Provinciale di Sassari Bruno Farina (tratto dal sito della provincia) Trasformare lo spreco in risorsa. È l’idea del progetto Alimentis, versione sarda del Last Minute Market, modello studiato e collaudato dall’Università di Bologna che consiste nella possibilità di recuperare e ridistribuire i beni alimentari rimasti invenduti per le ragioni più varie, ma ancora perfettamente salubri, alle associazioni di assistenza che gestiscono mense per indigenti e a quelle che gestiscono l’assistenza agli animali d’affezione. Il progetto, promosso dall’Agenzia regionale per il Lavoro in collaborazione con il Last Minute Market e la Caritas San Saturnino Fondazione Onlus, si basa sulla donazione diretta da parte degli esercizi commerciali alle associazioni di assistenza, secondo un rapporto fiduciario che riproduce quello del negoziante e del cliente: gli incaricati del ritiro da parte delle associazioni caritative “fanno la spesa” presso i donatori aderenti e utilizzano immediatamente gli invenduti alimentari per i propri scopi benefici. L’utilizzo di magazzini e di mezzi di trasporto viene ridotto al minimo, permettendo la riduzione dei costi di gestione. «Chi produce invenduti utilizzabili ai fini dell’alimentazione umana e animale, chi li potrebbe consumare, le istituzioni pubbliche e le società di smaltimento rifiuti entrano a far parte di un circolo virtuoso basato sulla filosofia dello spreco utile», come spiega l’assessore provinciale delle Politiche sociali, Bruno Farina, al cui settore di competenza la Provincia di Sassari ha affidato, accogliendo l’invito dell’agenzia regionale a partecipare all’esperimento, il compito di coordinamento e di coinvolgimento di tutti i soggetti solidali che già operano nella raccolta e distribuzione di beni alimentari o che erogano pasti caldi. «L’iniziativa consente di migliorare la qualità dell’assistenza agli indigenti – prosegue Farina – ma più in generale, della realizzazione del progetto si avvantaggia l’intera comunità, che trae benefici di tipo sociale e ambientale dalla diminuzione del flusso dei rifiuti in discarica». Una prima riunione esplorativa si è tenuta ieri nella sala Angioy del palazzo della Provincia. «Alimentis coinvolge tutte le tipologie di attività commerciale, dalla grande struttura distributiva al piccolo negozio di alimentari di vicinato per arrivare alla mensa industriale – dice ancora l’assessore provinciale – così come tutti gli enti caritativi e le associazioni no profit, in […]
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Wednesday 1 june 2011 3 01 /06 /Giu /2011 10:54

Si svolge a Cagliari, il 01 giugno 2011 alle ore 16,00 presso la Sala Congressi del THotel, il seminario di studio e approfondimento sul tema "Povertà in Sardegna: dimensioni, caratteri e risposte". E' il primo seminario pubblico nel quale si anticipano i dati della ricerca promossa dal CSv Sardegna Solidale e affidata alla sapiente conduzione della Fondazione Zancan di Padova. I tre livelli della ricerca saranno analizzati e presentati dai ricercatori della Fondazione ai quali si affiancheranno le testimonianze di chi è in prima linea in Sardegna contro la povertà. La ricerca è nata nel 2010 quale contributo del volontariato sardo all'Anno Europeo di lotta alla Povertà e per l'inclusione sociale. INTERVENTI: Ugo Cappellacci – Presidente Regione Sardegna Mons. Giovanni Paolo Zedda – Delegato Caritas Conferenza Episcopale Sarda Tonino Piludu – Presidente CREL Sardegna Tiziano Vecchiato – Direttore Fondazione Zancan Maria Bezze – Ricercatrice Fondazione Zancan Mons. Angelo Pittau – Comitato Promotore CSV Sardegna Solidale Giampiero Farru – Presidente CSV Sardegna Solidale Bruno Loviselli – Presidente Co.Ge. Sardegna Mons. Marco Lai – Caritas Diocesana Cagliari Fabrizio Carta – CISL Cagliari
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Friday 6 may 2011 5 06 /05 /Mag /2011 16:58

Cosa sono le Onlus Scritto da AssoNoPro Giovedì 03 Giugno 2010 07:12 Le associazioni non riconosciute, le associazioni riconosciute, le fondazioni e i comitati operanti nel non profit, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, possono assumere, ai fini fiscali, per diritto o per scelta, la qualifica di Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS), solo se svolgono le attività tassativamente indicate all’art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997, esclusivamente con finalità di solidarietà sociale. Esistono pertanto Onlus di diritto e Onlus per scelta. Vi sono inoltre enti che possono essere Onlus solo limitatamente alle attività svolte nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale nei settori espressamente previsti dalla legge (art. 10 D.Lgs 460/97). Questi vengono definiti Onlus parziali. Quali enti sono ONLUS DI DIRITTO Le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 iscritte nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano Le Organizzazioni Non Governative (ONG) riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49 Le cooperative sociali previste dalla legge 8 novembre 1991, n. 381, iscritte nell’apposito registro prefettizio o nei registri provinciali delle cooperative sociali I consorzi che abbiano la base sociale formata al 100% da cooperative sociali Come diventano ONLUS DI DIRITTO Tali enti diventano automaticamente ONLUS, senza che siano tenuti ad adeguare i propri statuti o atti costitutivi; sono inoltre esonerati dall’iscrizione nell’anagrafe unica delle Onlus istituita presso le Direzioni Regionali e Provinciali dell’Agenzia delle Entrate Quali enti possono essere ONLUS PER SCELTA Le Associazioni riconosciute e non riconosciute, i Comitati, le Fondazioni Le Società Cooperative Gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica senza fini di lucro Come diventano ONLUS PER SCELTA Devono iscriversi nell’anagrafe unica delle ONLUSpresso le Direzioni Regionali/Provinciali Devono redigere o adeguare l’atto costitutivo o lo statuto nella forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata , in accordo con le previsioni dell’art. 10 del Dlgs 460/97. Quali enti possono essere ONLUS PARZIALI Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese Le Associazioni di Promozione Sociale le cui finalità assistenziali […]
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Sunday 24 april 2011 7 24 /04 /Apr /2011 17:59

20 aprile 2011 Promuovere iniziative “esemplari” di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale del Mezzogiorno, in chiave di sviluppo locale e per l’inclusione sociale. E’ l’obiettivo principale del “Bando Storico-Artistico e Culturale 2011” promosso dalla Fondazione per il Sud, che mette a disposizione 4 milioni di euro per progetti “esemplari” nella valorizzazione culturale, cioè interventi che per contenuto innovativo, impatto e rilevanza territoriale, possano divenire dei modelli di riferimento. Il Bando è rivolto alle organizzazioni non profit meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) e scade il 4 luglio 2011. La tutela e la valorizzazione dei beni culturali locali costituisce un’opportunità per educare al senso civico e per incrementare il capitale sociale delle comunità, il loro spirito di appartenenza e responsabilità, favorendo uno sviluppo locale “sostenibile”. La Fondazione intende, pertanto, favorire il rafforzamento del legame tra bene comune e identità territoriale. Il Bando rientra, infatti, nella linea di intervento per la cura dei “beni comuni”, con la quale la Fondazione ha già sostenuto, nel 2008, undici progetti esemplari per la valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale e dieci per quello ambientale e, nel 2010, nove iniziative per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. I progetti dovranno favorire la formazione di reti locali, coinvolgendo il terzo settore e il volontariato, le istituzioni pubbliche, gli enti preposti allo sviluppo turistico, ma anche gli operatori privati. Gli interventi dovranno riguardare beni con una forte identità storico-culturale per il territorio, che siano nell’effettiva disponibilità, per una durata di 7 anni, del soggetto proponente. Si fa riferimento a beni architettonici che costituiscono il patrimonio culturale materiale (fisicamente tangibile), ovvero a beni immobili di particolare pregio artistico, storico, archeologico, testimonianza di epoche passate, che potranno essere valorizzati attraverso l’avvio di nuovi servizi o di forme artistiche mirate all’inclusione sociale (nuovi spazi culturali, centri di incontro e aggregazione, recupero e valorizzazione a fini turistici di beni culturali, incremento dell’accessibilità e della fruibilità degli stessi beni, gestione di musei e siti archeologici). Verranno valutati positivamente i progetti che, tra le altre caratteristiche richieste, prevedano il coinvolgimento […]
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Tuesday 5 april 2011 2 05 /04 /Apr /2011 13:42


L' On. Liori - Assessore alla Sanità Di Paolo Pasca - Corrispondente Unione Sarda “Non c’è stato alcun taglio all’assistenza per i disabili. Anche quest’anno la copertura finanziaria dei piani personalizzati per i disabili, previsti dalla legge 162, sarà totale, nonostante per il 2011 siano aumentati di circa 3.000 unità, diventando oltre 32.000." E' il commento dell'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori, alle considerazioni del sindaco di Ittiri, Tonino Orani, sui piani personalizzati in favore di persone con grave disabilità nel 'Fondo per la non autosufficienza' . "Quelli che alcune famiglie hanno percepito come 'tagli' - ha proseguito l'assessore Liori - in realtà sono sopratutto il frutto del punteggio derivato dalla 'scheda salute', quest'anno affidata più appropriatamente alla competenza di un medico e non più di un assistente sociale, come questi ultimi chiedevano da tempo. Scheda che è rimasta immutata e che insieme alla 'scheda sociale' stabilisce il livello di non autosufficienza del disabile, con conseguente attribuzione del finanziamento. Inoltre, quest'anno siamo finalmente riusciti ad avere le dichiarazioni riguardanti altre provvidenze pubbliche e/o servizi fruiti, così da consentirci di avere un quadro più completo delle singole situazioni, potendo assegnare in maniera più adeguata i soldi pubblici, con l'obiettivo di non penalizzare coloro che hanno maggiormente bisogno. Si tratta, comunque, di una fase sperimentale, che avrà certamente le opportune modifiche anche nei criteri, così da realizzare un modello, disegnato sui bisogni della persona, che abbia pochi margini di interpretazione soggettiva ed eviti eventuali storture nell’applicazione." La polemica a distanza fra assessore e sindaco di Ittiri verte anche sui livelli di assistenza." Sono impegnato a far rispettare le regole ed a salvaguardare i livelli di assistenza finora garantiti dalla 162, individuando, però, con nuovi criteri di equità e ragionevolezza la migliore e più corretta applicazione della legge in favore delle persone in situazione di handicap grave. Non ho alcuna intenzione di distruggere il modello della 162, ma ho preso atto che, anno dopo anno, le domande di contributo aumentano di migliaia, rendendone difficile l’applicazione . L’obiettivo è quello di sostenere più le categorie più svantaggiate, consentendo loro di ottenere con certezza il finanziamento adeguato dei loro piani, ripristinando così lo spirito originario della legge. La 162 era […]
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Wednesday 30 march 2011 3 30 /03 /Mar /2011 18:09


Estratto da Handylex Come noto, l’INPS è incaricato, per legge, di effettuare nel corso del 2011 250 mila verifiche straordinarie sulla permanenza dei requisiti sanitari degli invalidi civili che percepiscono provvidenze economiche. Si sommano alle 200 mila effettuate nel 2009 e alle 100 mila nel 2010. Nel 2009 i criteri di individuazione del campione da sottoporre a verifica erano stati definiti con decreto interministeriale. L’hanno scorso, invece, le regole le aveva fissate l’INPS restringendo il campo per età (18-67 anni) e per epoca di accertamento dell’invalidità (prima del 2007). Da qualche tempo ci si chiedeva quali sarebbero stati i criteri per il 2011: la risposta arriva dal Messaggio 6763 che la Direzione Generale dell’INPS ha inviato, il 16 marzo, alle proprie Direzioni Regionali. Dal Messaggio non è chiaro se le indicazioni formulate per il 2010 siano ancora valide, ma di certo l’INPS individua un nuovo, diverso e ampio bacino di persone che saranno sottoposte a visita. Si ha l’impressione che l’INPS non abbia ancora un’idea esatta della dimensione di questo gruppo, che comunque andrà ad ingrossare – senza tante elaborazioni – le “fila” dei potenziali soggetti da controllare. Revisioni e verifiche Bisogna sapere che i verbali di invalidità e di handicap possono essere definitivi e non prevedere successive revisioni, oppure, nel caso di evidenze scientifiche che lasciano supporre una potenziale modificazione della patologia o della menomazione, le Commissioni possono prevedere una rivedibilità nel tempo (es. dopo due o tre anni dal primo accertamento). L’INPS sottoporrà a verifica gli invalidi civili, ciechi civili e sordi – titolari di provvidenze economiche – il cui certificato di invalidità preveda una revisione fra luglio e dicembre 2011. L’INPS motiva questa scelta come un’azione a vantaggio del Cittadino: “Allo stato attuale, le procedure operative applicate evidenziano una situazione di diffusa criticità con particolare riguardo ai tempi di definizione delle revisioni, derivante soprattutto dal diversificato utilizzo a livello territoriale delle procedure telematiche da parte delle ASL”. In effetti, la prassi adottata dalle ASL, per i verbali per i quali è prevista una revisione, è molto disomogenea: in alcuni casi il Cittadino viene convocato a visita in tempi utili; in altri è il Cittadino stesso ad attivarsi. Prosegue l’INPS: “In tali frangenti i cittadini interessati subiscono notevoli e rilevanti disagi, in quanto, alla data di […]
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Wednesday 30 march 2011 3 30 /03 /Mar /2011 08:41

Il comune di Ittiri scende in campo contro i tagli sui piani personalizzati per disabili gravi. Ad alzare la sua voce di protesta è il sindaco Tonino Orani. Di Paolo Pasca - Unione Sarda -" Lo spirito della legge 162 del 1998 dovrebbe esssere quello della prevenzione" dice il sindaco," della promozione e integrazione sociale dei disabili, del supporto alla famiglia e della domicililiarità. Con le Delibere di Giunta Regionale del 18 ottobre e del 21 dicembre 2010 la Regione Sardegna, ha modificato i criteri da seguire nell’assegnazione dei punteggi, ciò ha comportato nella pratica, riduzioni drastiche per tutti e in particolar modo per i disabili più giovani e più gravi. I finanziameni erogati in base ai nuovi criteri, non solo non consentono di lavorare in termini di prevenzione e sostegno alla famiglia, tanto meno di integrazione, ma non garantiscono neppure quel minimo di assistenza che consenta alle persone disabili di avere il minimo indispensabile." In pratica c hi nel 2010 ha subito dei ricoveri, ha frequentato asili o scuole, ha usufruito dei permessi di cui alla Legge 104/92, ha visto il finanzaimento ridotto anche di tre quarti . Le “schede salute”, compilate per la prima volta dai medici di medicina generale, formulate come questionari standard uguali per disabili di ogni età e patologia, non si sono rilevate adeguate nella lettura del bisogno di ciascuno. Giusto per indicare qualche cifra, il Comune di Ittiri ha presentato in tutto 341 piani, di cui 61 nuove richieste e 280 rinnovi, ottenendo un finanziamento complessivo da marzo a dicembre 2011 di 967.405.00 euro. In totale per i 280 rinnovi, i disabili del Comune di Itttiri, hanno subito un taglio di 167.785,35 euro, così che a persone affette da patologie degenerative e irreversibili sono stati assegnati finanziamenti ridotti drasticamente (da 705 euro al mese nel 2010 a 250 euro al mese nel 2011; da 958 euro al mese nel 2010 a 352 euro al mese nel 2011; da 872 euro a 242 euro; da 500 euro a 187 euro, etc. ) . " Che significato ha tutto questo? L’Assessore alle Politiche Sociali e il Sindaco del Comune di Ittiri hanno una risposta sola: perdita di dignità per i nostri disabili e le loro famiglie unita allo sconforto degli amministratori che, impotenti, devono sottostare al dictat di una politica sorda al bisogno dei più deboli che applica tagli indiscriminati ai servizi essenziali che dovrebbero essere, al contrario, diritti acquisiti e consolidati." Orani quindi alza la sua voce in nome […]
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Wednesday 23 march 2011 3 23 /03 /Mar /2011 17:36

Pensioni e limiti di reddito: Sentenza di Cassazione Il 25 febbraio scorso la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha pronunciato una Sentenza (n. 4677) che potrebbe avere effetti pesanti per gli invalidi titolari di pensione o di assegno, cioè per gli invalidi totali e parziali (circa 850mila persone) e, a ricaduta, per i ciechi e i sordi parimenti titolari di pensione. In premessa va fatta una precisazione fondamentale da tenere bene a mente: le sentenze di Corte di Cassazione, soprattutto se non pronunciate a Sezioni Unite, rappresentano un orientamento giurisprudenziale che può essere motivatamente superato da altre sentenze. Inoltre vanno lette con grande prudenza e tenuto conto del caso di specie. La Sentenza riguarda i limiti reddituali fissati per la concessione agli invalidi al 100% della pensione di invalidità civile (fissati nel 2011 a 15.154,24 euro). A parere della Corte, il limite da tenere in considerazione non è solo quello personale, ma anche quello dell’eventuale coniuge, seguendo pertanto la stessa logica prevista per la pensione sociale. Motivazioni La Sentenza n. 4677 è di segno contrario rispetto a precedenti – fra l’altro recenti – pronunciamenti della Corte stessa (Sentenze 18825/2008, 7259/2009 e 20426/2010). La Corte di Cassazione, che ha buon gioco nella farraginosità della normativa vigente, smentisce anche le Sentenze con cui la Corte Costituzionale (80/1992 e 400/1999) ha asserito che il reddito cui riferirsi ai fini della concessione della pensione e dell’assegno (invalidi civili parziali) è quello personale. Secondo la Cassazione queste affermazioni della Consulta sarebbero solo incidentali, non riguardando l’oggetto della Sentenza. Per la Cassazione risulta poi sostanzialmente irrilevante il richiamo ai lavori preparatori della Legge n. 33/80 (che ha fissato il principio del reddito individuale per l’assegno), atteso che gli ordini del giorno accettati “come raccomandazione” dal Governo non si sono poi tradotti in provvedimenti legislativi. Effetti Su queste basi, la Corte non solo afferma che bisogna far riferimento anche al reddito del coniuge, ma che, dopo l’approvazione dell’art. 1, comma 35, della Legge 24 dicembre 2007, n. 247, tali modalità e criteri valgono anche per la concessione dell’assegno agli invalidi parziali (il limite è attualmente a 4.470,70 euro lordi annuali). Conseguentemente, anche se la Corte non si spinge ad esplicitarlo, la diversa modalità di calcolo che contempli anche il reddito del […]
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Chi Siamo

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  (foto raccolta privata di Gianni Vulpes)

 

Associazione Culturale  S' Abbadorzu

Segretariato Sociale 

Via Arimondi,20 - 07044 Ittiri Cannedu (ss)

e-mail: abbadorzu@tiscali.it

Telefax: 079/444103 - Cell. 3401566125 - C.F. 92048330903

Iscritta al n. 924 del Registro Generale del Volontariato c/o Presidenza Giunta Regionale - Cagliari 

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La nostra attività

 

La nostra Associazione nasce nel 1997 con lo scopo principale di avviare una serie di ricerche sulla storia di Ittiri e la ricostruzione, attarverso testimonianze dirette dei nostri anziani, sulla attività e la storia personale e familiare dei nostri più illustri concittadini che si sono distinti, nel corso dei secoli, lasciando dei segnali indelebili , per il conseguimento  di obiettivi che hanno poi contribuito a scrivere la storia non solo della Sardegna, ma dell' Italia intera.

Verso la fine del 1999 il sodalizio, su proposta del responsabile - e attuale Presidente - Antonio Fadda, subisce una trasformazione radicale nei suoi scopi sociali : si dedica infatti, a partire dal gennaio del 2000,  al Volontariato Sociale e alla difesa dei diritti delle persone in difficoltà. Senza nessuna esclusione.

Si ritiene infatti che sia di fondamentale importanza favorire quella tanto reclamata, e mai abbastanza applicata, politica di Inclusione Sociale. Una politica che, per quanto ci riguarda, significa la costante promozione di pari opportunità nell' accesso a tutti quei Servizi Collettivi e, con particolare urgenza e sensibilità, all' Assistenza Sanitaria dando una attenzione specifica verso le categorie particolarmente svantaggiate. Le politiche sociali del nostro Comune rispondono abbastanza bene, anche se ancora in modo incompiuto secondo il nostro punto di vista, alle problematiche connesse alla povertà, all' emarginazione e, più recente, ai problemi posti dalla società multietnica. La lotta contro la nuova povertà e l' esclusione sociale crediamo rientri in quella sfida  che riguarda tutta l' Unione Europea. Infatti è del  marzo 2000 la definizione da parte del Consiglio Europeo di Lisbona che definisce l' inclusione sociale come uno degli obiettivi primari della strategia per la crescita e la competitività. In quest' ottica è stato dunque rafforzato il valore produttivo delle politiche sociali e ha allargato il suo raggio di azione. Sono state infatti identificate le priorità e fissato l' insieme delle linee guida di intervento tra i quali l' obiettivo a favorire l' accesso ad una occupazione stabile e soprattutto di qualità per tutte le persone che sono in grado di lavorare rivolgendo lo sguardo verso quelle persone che vivono situazioni di marginalità e disagio, tra cui :

  1. disabili e categorie protette;
  2. detenuti ed ex detenuti;
  3. tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti;
  4. cittadini extracomunitari.

A sostegno di questa politica di inclusione sociale e di prestazione di Servizi Collettivi operiamo su tutto il territorio della nostra Provincia di Sassari. La nostra Organizzazione sviluppa la sua attività in piena e totale autonomia di intervento e autosufficienza economica, grazie al constante contributo volontario degli associati e di numerosi cittadini,  che ne  sostengono e qualificano la propria attività di volontariato.

Di seguito i nostri ambiti di intervento.

  In Ambito Sociale 

  • La fornitura assistenza di patronato e di rappresentanza attraverso il Segretariato Sociale;
  • Attivazione ed incentivazione di tutte quelle attività volte a prevenire e rimuovere, attraverso il sostegno morale e materiale, situazioni di emarginazione e di bisogno socio-economico e culturale e comunque a tutelare i diritti primari dell' individuo;
  • Costituzione e adesione alla Cooperativa Sociale Poliservizi Ittiri Soccorso;
  • Costituzione e adesione alla Associazione di Volontariato “Ittiri Emergenza”;

In Ambito Culturale 

  • La ricerca Storica sulla nostra cittadina e sui suoi personaggi più illustri;
  • La ricostruzione della Storia del Ciclismo ittirese;
  • Sui Sindaci che hanno amministrato Ittiri sin dal 1866 ai giorni nostri;
  • La promozione di Corsi di Formazione Professionale per i Disoccupati e per i dipendenti delle imprese artigiane di Ittiri.
  1. 1.     Il Segretariato Sociale 

Con cadenza quotidiana molti nostri concittadini, sia anziani che portatori di handicap, disoccupati, giovani e famiglie con disagio si rivolgono al nostro sodalizio per il disbrigo di pratiche quali :

  Presso l' INPS: 

  1. Pensioni di vecchiaia, di anzianità, ai superstiti, invalidità, inabilità e conferma assegno sociale;
  2. Ricostruzioni contributive;
  3. Indennità di disoccupazione;

Presso l' INAIL : 

  1. Rendite per infortunio;
  2. Revisione rendite;
  3. Rilascio assegni familiari su rendite.

Presso l' INPDAP : 

  1. Prestazioni  previdenziali per i dipendenti della pubblica amministrazione.

 Presso la ASL :

  1. Avvio pratiche per pensioni di riconoscimento di Invalidità Civile;
  2. Indennità di accompagnamento;
  3. Pensione ciechi e sordomuti, ticket sanitario, rilascio protesi e ausili per gli Inv. Civili.
  1. 2.     Assistenza Varia 
  • Compilazione domande di richiesta sussidi al nostro comune;
  • Prenotazione visite specialistiche ed esami di laboratorio e di radiologia diagnostica;
  • Pagamento tickets sanitari, quando dovuti;
  • Compilazione ed inoltro Mod.730 per i pensionati;
  • Interventi presso l' Assistente Sociale del comune per sollecitare ed indicare interventi urgenti;
  • Compilazione della modulistica per il pagamento dell' ICI.
  1. 3.     Sostegni di Solidarietà 

 Attraverso l' iscrizione e l' adesione del nostro sodalizio alla filosofia sulla quale fonda la sua attività il Banco Alimentare forniamo alle famiglie, ed ai numerosi  singoli cittadini che hanno necessità di aiuto, concreto sostegno alimentare.

Oltre alla Delegazione Zonale di Sassari e di Alghero sono state attivate anche altre delegazioni  in vari centri del territorio sassarese ;

  1. 4.     Ricerca Storica 

La prima fase della ricostruzione della storia del ciclismo ittirese è già stata portata a termine con l' acquisizione di tutta la documentazione utile a partire dalla data di costituzione.

Prosegue la ricerca, presso l' Ufficio Anagrafe del nostro Comune, sui nostri sindaci, sulla loro attività amministrativa e politica, nonchè sulle curiosità che ne hanno caratterizzato il rapporto con la popolazione.

Rientra infatti nei programmi dell' Associazione la raccolta e la catalogazione di tutta quella documentazione riguardante la storia della nostra cittadina, dei suoi personaggi più importanti e rappresentativi e sulle attività sociali e sportive di rilievo.

  L' attività è così articolata:

  • Ricostruzione della storia personale e politica dei Sindaci di Ittiri; 
  • Studio dei programmi elettorali e politici presentati nel corso delle svariate elezioni comunali e misurazione della intensità di applicazione; 
  • Rivisitazione e rilettura dei più gravi fatti di omicidio verificatisi ad Ittiri dal 1800. Studio del constesto sociale e culturale, le cause scatenanti e lo sviluppo processuale.
  1. 5.     Valorizzazione artisti locali 

La nostra intenzione è quella di :

  • Catalogazione degli artisti locali e delle loro specialità e campo di applicazione; 
  • Creazione degli opportuni contatti per la loro valorizzazione e lancio artistico. 

  

  

  

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AssoServices by Abbadorzu Onlus

panorama ittiri

Cosa è l' AssoService

 

L' AssoServices è il settore, istituito già a marzo 2011, che si occupa dell' erogazione di servizi alla persona in materia sia di carattere sanitario sia amministrativo-burocratico. Tutte le prestazioni vengono erogate in regime di pura volontarietà da parte degli operatori della nostra Organizzazione. All' Utente si chiede solo, oltre alla fornitura di tutto il materiale occorrente per effettuare eventuali medicazioni semplici o cicli di flebo o altro ancora, solo una offerta libera, definita di contributo volontario minimo, al fine di metterci in condizione di far fronte a tutte le spese vive giornaliere e ricorrenti, per garantire continuità al servizio. Per il prossimo futuro sarà nostro obiettivo rendere operativi i seguenti servizi :

a) garantire, con il volontario intervento della propria organizzazione e/o delle proprie associate e con i propri mezzi, i servizi di pronto soccorso infermieristico definiti in forma semplice (misurazione pressione, ciclo iniezioni e altro), ad infortunati, ammalati e anziani non autosufficienti;

b) fornire assistenza domiciliare e/o familiare a persone anziane ed a persone inabili con l' impiego di personale referenziato;

c) organizzare appositi corsi di formazione per la preparazione professionale di personale specializzato sia per il soccorso sia per la fornitura di servizi di accompagnamento;

d) provvedere nei limiti consentiti della legge a raccolte di pacchi viveri , indumenti generi vari a sollievo delle esigenze dei poveri;

e) promuovere altri servizi anche in via sperimentale , e tutto quanto gli organi associativi ritengano fare , purchè non in contrapposizione con le linee generali del volontariato, avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.

f) E' in fase di attivazione il servizio, totalmente gratuito, di trasporto Anziani e Disabili per il disbrigo di partiche inerenti il riconoscimento delle invalidità civili e altro.


Servizi già operativi

 

a)    Regolarizzazione presso gli uffici ed i servizi ASL delle impegnative redatte dal medico condotto;

b)    Servizio di prelievo sangue per esami di laboratorio, compresi gli anticoagulanti, e consegna al domicilio dei richiedenti degli esiti;

c)    Interventi domiciliari per l' igiene personale (su preventivo contatto con l' organizzazione);

d)    Aiuto al bagno;

e)    Assistenza al pasto;

f)     Spesa farmaceutica ( preparazione e somministrazione);

g)    Assistenza alla mobilità: aiuto nell' alzata e messa a letto delle persone;

h)   Effettuazione di medicazioni semplici;

i)     Assistenza per cicli di flebo al proprio domicilio;

j)     Tutti i servizi inerenti l' INPS – l' INPDAP e gestione Buste Paga badanti e Assistenti familiari in genere

Il Volontariato Sardo visto da un esperto nel 1970

Il volontariato in Sardegna: tra crisi e opportunità di rilancio

 

di Remo Siza  gennaio 1970

 

In attesa che l'Assemblea generale del volontariato sia nuovamente convocata è comunque utile riprendere una discussione pubblica sul volontariato in Sardegna, sulla sua visibilità, sulla sua presenza sociale, sulla sua capacità di rapportarsi ai fenomeni emergenti: la mobilitazione diretta dei cittadini, il protagonismo dei giovani, quella che è stata definita come la rivoluzione della gente comune che ha cambiato profondamente le relazioni dei cittadini con le istituzioni.
In Sardegna, le risorse di aiuto, sostegno, assistenza e cura che il volontariato esprime sono considerevoli: è una delle regioni in cui è presente il maggior numero di associazioni. Ciò nonostante, la situazione attuale è su molti aspetti di difficoltà, di minore visibilità sociale e di minore capacità di mobilitazione. Le ragioni di questa condizione di difficoltà sono diverse, ma possono essere chiaramente superate quando si comprendono le ragioni e si cerca una soluzione condivisa.

Il volontariato in Sardegna si è presentato, storicamente, con una pluralità di identità e articolazioni:

  • il volontariato è diventato un movimento di notevole rilevanza sociale con le prime associazioni di autoaiuto (Associazione Thalassemici, Associazione Nefropatici ed Emodializzati, Associazione per la Riforma dell'Assistenza Psichiatrica), associazioni di sostegno reciproco tra i beneficiari, rete di solidarietà, ma anche gruppi di pressione nei confronti delle istituzioni politiche, per la realizzazione di servizi sanitari specialistici e di benefici per le persone colpite da quella specifica patologia. Su questo solco si sono sviluppate successivamente numerose e importanti associazioni a tutela e promozione di bambini cerebrolesi, per la lotta alla sclerosi multipla, all'epilessia e una miriade di piccole associazioni per patologie meno diffuse;
  • un altro versante che ne ha segnato la crescita è costituito dal volontariato come rappresentanza regionale di grandi associazioni nazionali più o meno ampie e dinamiche, con varie componenti (dall'Avis alle diverse associazioni Scout, dalla Spi all'Auser, ai gruppi di volontariato vicenziano, al Cif). Realtà molto articolata, con componenti associative in alcuni casi molto attive, altre volte fortemente burocratizzate o focalizzate esclusivamente su una funzione;
  • esperienze parrocchiali di beneficenza e di sostegno, solo in parte rappresentanza di associazioni nazionali;
  • associazioni ambientalistiche in cui prevale la componente vertenziale nei confronti delle istituzioni;
  • un'infinità di associazioni, a carattere fortemente locale, legate alla risoluzione di un problema diffuso in una piccola comunità (l'emergenza sanitaria, l'accompagnamento di dimessi dall'ospedale, le associazioni di protezione civile e antincendio), di carattere strumentale, volte cioè al raggiungimento di obiettivi circoscritti e molto ben definiti e facilmente comprensibili, che non si scontrano con il senso comune anzi ne sono la lineare espressione;
  • alcune esperienze fortemente innovative nel campo di minori con provvedimenti penali o con problemi di dipendenza che si scontrano con le rappresentazioni sociali più diffuse, che sono costrette pertanto a proporre continuamente una differente immagine sociale del minore che compie un reato, della persona con disturbo mentale, di bambini cerebrolesi, sull'immigrazione, che affiancano la riflessione culturale all'intervento;
  • altre esperienze esemplari, a favore di persone e gruppi sociali fortemente minoritari, associazioni numericamente molto piccole, ma umanamente straordinarie, caratterizzate da un forte coinvolgimento personale, di rara efficacia nel rapporto con soggetti più in difficoltà, con piccolissime strutture associative.

Ora questa articolazione del volontariato sardo che è una ricchezza e che propone differenti identità - vertenziale, di elaborazione culturale, di cura, di forte coinvolgimento personale - non la ritroviamo in tutti gli organismi e gli ambiti partecipativi voluti dalla legge regionale n. 39/93. Le associazioni che partecipano attivamente all'Assemblea generale del volontariato, che compongono l'Osservatorio regionale del volontariato che si riferiscono al Centro di servizio non riescono a rappresentarlo in tutte le sue varie componenti. La legge regionale ha avuto un impatto estremamente differenziato su questo mondo, sviluppando una forte capacità aggregativa, ma solo per alcune tipologie di volontariato.
Molte esperienze innovative nei confronti dei minori, delle persone con disturbo mentale, delle persone con dipendenze o dei bambini con disabilità sono diventate un rilevante riferimento culturale e operativo per il mondo dei servizi, delle professioni non solo in Sardegna, ma sono rimaste in molti casi estranee al mondo del volontariato.
Il volontariato al quale i nuovi organismi e ambiti partecipativi si sono riferiti, è stato in misura rilevante, e positiva, il volontariato locale, che ha costituito una base sociale e un'area di pressione politica e sociale numericamente molto estesa, a cui è stata finalmente attribuita una dimensione e un respiro regionale. Allo stesso tempo, però, non si è riusciti, e non sempre si è voluto, coinvolgere nella stessa misura le altre componenti dell'esteso mondo del volontariato. C'è, insomma, una sorta di sovrarappresentazione del volontariato locale che andrebbe equilibrata favorendo l'ingresso anche di associazioni differentemente connotate.

Il volontariato ha necessità vitale di sostegno pubblico, in termini di risorse finanziarie, di supporti, di progetti comuni, di ambiti di collaborazione. Le notevoli risorse umane, di solidarietà, di disponibilità, di attenzione che il volontariato esprime normalmente si sommano con le risorse ottenute da istituzioni pubbliche e private, rafforzando la sua capacità attrattiva e di mobilitazione. Ma questo accade quando le risorse pubbliche e di enti privati hanno lo stesso "segno valoriale" delle risorse di solidarietà: se il rapporto con il sistema politico o con altre istituzioni sociali non è chiaro, trasparente accade il contrario, le risorse non si cumulano più, diventa molto difficile avvicinare al volontariato le migliori risorse di società civile e non è possibile sostituire le persone che si allontanano con le disponibilità che creano le risorse finanziarie ottenute. Non è possibile, insomma, cumulare le risorse di volontariato che hanno un segno valoriale positivo con risorse che hanno un segno differente.
Le risorse pubbliche devono essere raccolte con trasparenza e utilizzate secondo finalità chiaramente espresse. Se ciò non accade, l'associazione tende ad allontanare le persone migliori, tende a chiudersi, a rendere meno visibili le azioni che conduce, secondo un effetto alone in cui progressivamente sottrae all'osservazione esterna parti rilevanti della propria attività. Basta osservare i siti web di alcune associazioni per comprendere cosa intendo dire: il sito è assolutamente carente, non c'è un'informazione, un percorso conoscitivo e di crescita, un bilancio delle risorse finanziarie ottenute.
Un rapporto non chiaro e trasparente con le istituzioni diminuisce inevitabilmente la capacità di presa sulla società civile, rende più difficile mobilitare risorse e persone, disponibilità umane.
Con questo piccolo schema possiamo capire se le difficoltà di reclutamento che lamentano molte associazioni di volontariato dipendano da un generale tramonto della cultura della solidarietà o da relazioni non sempre trasparenti con il sistema pubblico e con gli enti privati.

Credo che il volontariato abbia percorso troppo in fretta tre fasi del suo sviluppo:

  • una prima in cui ha lavorato più per sostituzione, in assenza cioè di intervento pubblico, che in termini integrativi, in progetti di collaborazione con i servizi e le istituzioni. Una fase in cui il volontariato è prevalentemente costituito da un mondo di piccole associazioni abituate a lavorare in solitudine, in cui il Presidente è il fondatore, colui che ha creato l'associazione dal nulla e questa inevitabilmente rende meno fluidi i processi interni democratici, i ricambi generazionali;
  • una seconda fase di crescita, di maturità e di compiuto riconoscimento sociale, con l'applicazione organica della legge regionale e la costituzione di tutti i suoi organismi di rappresentanza e di attività;
  • una terza, quella attuale, in cui il volontariato sardo rischia di trovarsi a metà del guado: ha perso una parte rilevante del sostegno delle istituzioni e del sistema politico e non ha, allo stesso tempo, adeguate sollecitazioni e attenzioni della società civile e dell'opinione pubblica. E la società civile, di nuovo, non assicura più un sufficiente ricambio generazionale.

In questa situazione il volontariato rischia di non essere più un soggetto che accresce i rapporti di fiducia, di disponibilità umana, di mobilitazione, che accresce il capitale sociale di una regione. Diventa un soggetto che consuma il capitale sociale in relazioni associative che spesso producono stanchezza e delusione in chi vorrebbe essere solidale, ma non comprende più le ragioni di tante separazioni e conflitti.

 

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