Aiutiamo Suor Marcella ad Haiti per combattere il colera !

Pubblicato il da abbadorzu

Riceviamo da Padre Mauro dei Frati Cappuccini di Bergamo una lettera di Suor Marcella che si sta adoperando per aiutare la popolazione di Haiti. 

Nella missiva - datata 23 ottobre u.s. - Suor Marcella ci informa sulla drammatica situazione di quel paese che tenta di sopravvivere nell'indifferenza dei media e affida la popolazione alla Madonna affinchè possa volgere loro uno sguardo di protezione. 

Divulghiamo volentieri la lettera associandoci alla comune preghiera. 

Cordialmente

 

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Cari amici,

vi mando una lettera di suor Marcella che da anni lavora ad Haiti.

La situazione laggiù sta diventando un inferno per via del colera. A nove mesi dal terremoto, quando tutti si stavano dimenticando, Haiti continua a far parlare di sè nonostante il silenzio dei telegiornali.

Vi chiedo una preghiera per quel popolo e per tutti quelli, come l’amica suor Marcella, sono ancora laggiù ad aiutare.

Un abbraccio,

padre Mauro

 

 

Carissimi amici, le notizie che leggete e sentite sono  purtroppo vere.

Ad Haiti è scoppiato il colera. Si era temuto nei mesi  passati ed è arrivato ora quando tanti stavano abbassando la guardia dentro la  ripresa di una “normalità” di situazione di un popolo che ha ricominciato a  vivere nel nuovo quadro post terremoto: tende, baracche, macerie  ovunque....

ed invece eccoci davanti ad una nuova emergenza; forse il  buon Dio vuole farci capire che di tempo in questi mesi se ne è perso tanto  visto che a nove mesi dal sisma nulla è cambiato e che bisogna muoversi per  aiutare questo popolo a risollevarsi o................ non avremo nessun popolo da  risollevare!

L´epidemia è iniziata a San Marc, un paese del nord, a  circa 100 kilometri da Port au Prince, ma giovedì c´erano casi a Mirabelles,  molto più vicino e ieri il primo caso accertato qui, nella capitale.

Si segnalano casi di morte in 24 ore quindi sembra  essere una cosa incontenibile, quasi già sfuggita al controllo prima ancora di  essere scoperta..... ci hanno messo troppi giorni a  confermarla!!!

Medici senza Frontiere e Croce Rossa sono già partiti  con ospedali da campo da posizionare sulla strada che ci separa da San Marc.  Portano anche acqua potabile e cloro per potabilizzarne  altra.

Nella scala di gravità che va da uno a sei ieri eravamo  a cinque..... non lasciano sperare in nulla di buono per il futuro  immediato.  I soldati brasiliani stanno preparandosi a schierarsi  attorno alla capitale per impedire che si esca e che si entri, la strada verso  il nord è già chiusa e temiamo che la via del mare diventi pericolosa perchè i  disperati che dalle campagne cercano di arrivare in città potrebbero sbarcare a  Waf Jeremie dove c’è il piccolo porto non controllato da  nessuno.

Parlano di chiudere le frontiere sicuramente quella via  terra verso la Repubblica Domenicana ma anche quella probabile via aria,  chiudendo l´aeroporto. Per ora non è stato fatto e ne approfitto per far  ripartire oggi François il ragazzo francese che per tre mesi mi ha aiutato a  Waf.

Noi non sappiamo cosa fare: a Waf non abbiamo acqua  potabile nè latrine il che vuol dire che se qualcuno si infetta sarà una strage  perchè l’epidemia si propagherà in poche ore.

Oggi ho chiesto ai miei ragazzi di cominciare a girare  tra la gente chiedendo se c’è qualcuno che lamenta diarrea, vomito, crampi alle  gambe... almeno per indirizzarli in un ospedale. Da lunedì cercherò di capire  come il nuovo ambulatorio potrebbe essere d’aiuto essendo ancora tutto vuoto,  magari mettendo brandine da campo e flebo a tutti quelli che hanno sintomi di  questo tipo e segnalando la possibilità di questo luogo a Medici senza  Frontiere.

Io sono bloccata negli spostamenti perché la polizia non  permette più alle auto con targa domenicana di circolare ed io sono tra queste e  sto aspettando la targa haitiana che non sappiamo quando arriverà. Ho cercato di  prenderne una macchina qui.... 150 U$ al giorno, insostenibile. Quindi mi  organizzerò con qualche moto per cercare di raggiungere Waf e preparare la gente  a prevenire l´epidemia ed a fronteggiarla se ci arriveremo.

Mi servirà un medico e per ora invece sono sola con i  miei ragazzi. Nel pomeriggio mi troverò con loro per affrontare la questione e  spiegare come muoversi in questa situazione: è importante ora tenere la  situazione sotto controllo, visitando le baracche della gente ed identificando i  possibili ammalati per isolarli, curarli ed impedire il contagio che in un posto  come Waf Jeremie significherebbe la catastrofe.

Sali reidratanti ne ho molti, ma bustine da sciogliere  in acqua e non ho acqua potabile, così come non ho doxiciclina e zinco, farmaci  di prima elezione nel colera.

Qui dicono che sarà una strage e che perderemo molti,  soprattutto molti bambini.

Affidiamo questo paese alla Madonna perchè lo  protegga

Vi terrò informati

 

 

suor Marcella

 

Port au Prince 23/10/2010

 

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