La politica locale, opaca e piagnona, stia lontana dal volontariato e dalle sue più genuine espressioni.
La segreteria dell' Associazione Abbadorzu Onlus, riunitosi nella serata odierna 18 novembre 2011, dando seguito alla ampia ed articolata discussione posta all' ordine del giorno che
verteva sulla invasione della politica nel terreno che è proprio del volontariato, ha diramato un proprio documento del quale diamo ampia e completa notizia.
<< Crediamo sia utile oggi, proprio in prossimità della chiusura dell’ anno e della conclusione , positiva e appassionante, della attivazione dei Sa.Sol.Point
in tutti i centri più importanti della nostra Isola – afferma il documento - fare una riflessione di carattere organizzativo ma anche sotto il profilo dei rapporti di correttezza che devono
essere improntati e rispettati tra tutti noi, operatori del volontariato puro e disinteressato, e con la generosa dirigenza del CSV Sardegna Solidale. Una riflessione che deve farci comprendere
quanto sia presente oggi il pericolo, e lo si è visto in diverse occasioni, che la politica, quella più scadente ed opaca, quella che opera nei meandri oscuri della deleggittimazione, possa
inficiare ed inquinare con la sua presenza invadente, impositiva e decisionale, molte volte per interposta persona attraverso associazioni “amiche”, l’ attività del volontariato Sardo in
tutte le sue realtà locali. Questo può offrire un segnale negativo in quanti osservano la nostra azione e fanno “passare”, nell’ immaginario collettivo, un messaggio che non è più tollerabile
accettare o subire e che fa apparire le organizzazioni di volontariato “al completo servizio” della politica. Ecco allora – continua il documento - l’ esigenza nello smarcarsi da certe pratiche
proprio per evitare di farci utilizzare come una «vetrina» che consentirebbe a personaggi, apparentemente innocui e che invece hanno pensieri ed azioni ai limiti della scaltrezza, di fare un
certo tipo di politica che non ha certamente il sapore del volontariato. Almeno quel sapore che noi vorremmo avessero invece tutte le manifestazioni orientate al bene comune e nell’ interesse del
mondo, variegato e a volte originale, del volontariato. Noi – prosegue la nota - come dono naturale, siamo delle persone sempre disponibili a tendere la mano verso chi ha bisogno, dobbiamo
essere, così come lo siamo, tolleranti e pazienti ma dobbiamo anche essere decisi e determinati a tenere lontano dalle nostre organizzazioni la politica nel suo complesso che cerca, specialmente
nelle piccole o medie realtà cittadine, di mettere le mani sul volontariato e sull’ associazionismo in generale. Tutti noi – chiude il documento - come ben sapete essendone protagonisti ed attori
principali, lo facciamo senza alcun interesse né economico né politico, il nostro compenso è il grazie che riceviamo da chi si è sentito appagato dell'aiuto prestato. Un aiuto che può essere un
consiglio, la vicinanza, un atto volontario qualsiasi. Detto questo ci sono alcuni temi caldi, che hanno dato origine a queste nostre riflessioni. I punti sono tanti, ma uno solo ha un titolo ed
un sapore emblematico: "Teniamo la politica lontana dal Volontariato">>. E' questa una posizione, crediamo, condivisibile e che deve essere sostenuta non solo dagli addetti ai lavori ma dai
cittadini che beneficiano dell' opera quotidiana delle organizzazioni di volontariato a carattere regionale, provinciale e locale.